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Comune di Crevalcore
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CITTA’ DI CREVALCORE Percorsi Artistici
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Da Crevalcore, in direzione Nord, si imbocca Via del Papa. Oltrepassata la linea ferroviaria, dopo il cimitero monumentale, a destra, si trova la casa dove, secondo la tradizione, sarebbe vissuto il grande scienziato M.Malpighi prima di trasferirsi a Bologna. Proseguendo per la stessa via, a 2,5 Km. circa, è visibile l'oratorio della Rotonda, costruito nel 1765 dalla contessa Caprara come ex-voto per lo scampato annegamento del marito, il conte Niccolò. L'architetto fu Petronio Fancelli.

L'interno, visibile su richiesta al custode abitante nella vicina casa colonica, è decorato in modo da simulare un parato di damasco a fiori, che incornicia otto bellissime tele di Nicola Bertuzzi, fra le quali la Natività della Vergine (sull'altare), altre scene della vita di Maria e quattro ovali con santi (riproduzioni fotografiche; gli originali sono conservati presso la parrocchiale di Crevalcore).
La Rotonda era collegata alla Villa dei Ronchi da una provana, un tempo alberata, (ora interrotta dalla linea ferroviaria). Si prenda la provana, la si segua fino a Via Portogiardino, svoltando sulla quale, a sinistra, si raggiungerà via Argini Nord e poi, girando ancora a sinistra si giungerà dopo poche centinaia di metri alla Villa dei Ronchi, costruita dai Caprara nel XVI sec., che ha al suo interno fregi cinquecenteschi assai belli. Il complesso, ora appartenente al Comune di Crevalcore, e visitabile su richiesta, è stato parzialmente restaurato negli ultimi anni. Ancora chiusa per resaturi è l'annessa chiesa di S. Matteo che risale al 1702. Al suo interno si trovano dipinti del Bertuzzi e una pala d'altare del Pavona. Ritornando in direzione nord fino a via Portogiardino la si percorre fino a Via del Papa, attraversata la quale voltando prima a destra poi a sinistra ci si immette in una carrareccia (Via Aperta). La si percorre fino a Via Signata attraversando il Canal Torbido, si volta a sinistra e dopo circa 500 m. a destra in Via dei Mari, poi ancora a destra in Via Barchessa. (*). Queste un tempo erano le Valli di Crevalcore, definitivamente prosciugate solo dopo l'ultima guerra. I resti della vegetazione valliva sono ora confinati ai fossi e agli argini dei canali. C'è tuttavia una zona che ricorda le Valli assai da vicino. Si tratta dell'Area Protetta delle vasche dell'ex zuccherificio. Per raggiungerle, si arriva all'incrocio, si gira a sinistra in Via Scagliarossa, e dopo un Km. circa, a destra nella carrareccia (Via Bandita), adiacente al Collettore delle Acque Basse. Le vasche sono invasi artificiali un tempo utilizzati dal vicino stabilimento saccarifero; l'area è stata di recente rimboschita con essenze autoctone (noce, farnia, rovere, acero ecc.) per formare un anello di protezione. Interessante e varia è la fauna (rettili, anfibi, mammiferi selvatici), e specialmente l'avifauna, di passo o stanziale. Si possono facilmente osservare l'airone cinerino, il cavaliere d'Italia, la folaga e diverse specie di rapaci. Proseguendo per Via Fossetta delle Armi, all'altezza del ponte sulla Bonifica, si gira a destra verso la Guisa. Qui sorgeva, fino all'inizio del XIII sec. il primitivo abitato di Crevalcore. Vale la pena di osservare un'antica torre di avvistamento e una chiesetta del XVII sec. fondata dai Pepoli. Si ritorna infine a Crevalcore per Via Guisa.
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