Percorso
lungo
Si segue il percorso medio fino all'incrocio fra Via
Rangona e Via Barchessa e si prosegue in Via Rangona
fino al ponte di Guazzaloca. Oltrepassato il ponte si
svolta a destra, poi a sinistra per Via dei Conti fino
all'incrocio con Via Filippina, imboccata la quale svoltando
a sinistra si prosegue fino all'incrocio con Via Riga
che porta all'abitato di Bevilacqua.
Dopo aver visitato la notevole chiesa
parrocchiale, si prende in direzione nord Via
Provane, e poco fuori dall'abitato, sulla sinistra si
incontra, con il muro di cinta e la chiesetta ormai
ricoperte di rampicanti, palazzo
Bevilacqua, costruito dal conte Onofri-Bevilacqua
nella seconda metà del XVI sec. Proseguendo per
Via Provane si arriva all'incrocio con Via Provanone,
e voltando a sinistra si giunge dopo pochi chilometri
a Galeazza. La borgata
prende il nome da una poderosa torre
fatta costruire da Galeazzo Pepoli nella seconda metà
del XIV sec. Attorno alla torre sorse nel Cinquecento
una villa che verso il 1870 fu rimaneggiata dai successivi
proprietari, i Falzoni Gallerani, in stile neo-medioevale
con una scenografica facciata a coronamento merlato.
Dalla parte opposta della strada, oltre il vialetto,
si estende un vasto prato sul quale si affacciano la
chiesa parrocchiale ed
il convento-Casa Madre dell'ordine delle suore Serve
di Maria. Ripresa Via Provanone ci si dirige, per un
lungo rettilineo, verso Palata
Pepoli.
L'abitato presenta due notevoli emergenze storico-artistiche:
la chiesa parrocchiale
e la villa-castello
dei Pepoli. La chiesa
parrocchiale, fondata nel '500 dai Pepoli, fu
ricostruita nel 1883. Al suo interno importanti dipinti
di Scuola Bolognese (Gessi, Tiarini, Graziani, Ramenghi,
Passerotti, ecc.); non molti anni fa si trovava dietro
l'altare un grande dipinto con la "nascita di S.
Giovanni Battista" di Sebastiano Ricci, ora in
deposito alla Soprintendenza di Bologna. Il castello,
costruito dal conte Filippo Pepoli intorno al 1540,
segna il momento in cui l'architettura dei palazzi nobiliari
in campagna abbandona le forme del fortilizio per assumere
quelle della villa. I Pepoli, grandi proprietari terrieri
della zona, vendettero il castello ai Torlonia nella
metà del secolo scorso, e le ricche suppellettili
ed i quadri di grande pregio furono venduti in questo
secolo nell'ultimo dopoguerra. Retrostante il castello
un bel boschetto.
Da Palata Pepoli una strada serrata, che parte dal fianco
del cimitero e costeggia il Collettore acqueo verso
sud (Via dei Cacciatori), apre verso il lato destro
alla vista di una bella zona di campagna con specchi
d'acqua, spesso popolati di volatili selvatici stanziali
o di passo. Al termine della strada sterrata si volta
per Via Rangona e ci si ricongiunge all'incrocio con
Via Pascolone, indi Via Barchessa, dal quale si prosegue
lungo l'itinerario del percorso
medio.
Hanno collaborato:
Paolo Abati, Massimo Balboni, Corrado Bergamini, Paolo
Cassoli, Alessandro Guidetti, Ania Pignatti, Sergio
Rinaldi, Remo Tassinari, Fernando Tesini, Giacomo Zambelli,
Carlo Zucchini.
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