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tra Storia e Arte |
La peculiarità
del Centro Storico, che strappò anche l’entusiasmo
di Francesco Arcangeli, è quella di aver mantenuto
pressoché intatto l’assetto conferitogli
nei secoli diciottesimo e diciannovesimo in particolare
negli edifici che si affacciano nel corso principale.
L’ulteriore caratteristica del Comune è quella
di conservare nel suo vasto territorio alcune presenze
monumentali di enorme rilevanza. Le ville di campagna
della nobiltà bolognese che qui vengono chiamate
col nome di “castelli”:
Ronchi, Palata Pepoli, Galeazza
Pepoli e Bevilacqua, sono testimonianza di una
grande civiltà e di un passato ricco di importanti
tracce.
Nel capoluogo la Chiesa
Parrocchiale, quella di Santa
Croce e dell’Immacolata Concezione con l’annesso
Oratorio della Pietà
la cui costruzione risale al 1500. Anche nelle frazioni
non mancano gli edifici ecclesiastici destinati al culto:
ai Ronchi, a Sammartini, a Caselle, a Palata Pepoli, Bevilacqua
e Galeazza dove ha sede anche un importantissimo Centro
di Spiritualità intitolato a Ferdinando
Maria Baccilieri fondatore delle Suore Serve di
Maria di Galeazza. Ferdinando Maria Baccilieri è
stato beatificato il 3 ottobre 1999 ed è il primo
Beato della storia di Crevalcore.
Il Teatro Comunale:
inaugurato nel 1881 e costruito su progetto dell’ing.
A. Giordani. L’interno è decorato con motivi
floreali da Gaetano Lodi ornatista di corte dei Savoia.
Il sipario è del bolognese Faccioli e raffigura
Marcello Malpighi alla corte del granduca Leopoldo II
di Toscana. Il Campanile:
di forme gotiche è ancora quello della vecchia
Chiesa parrocchiale. Una lapide sul fianco meridionale
ne fa risalire la costruzione al 1421-24.
Il Museo Civico Leo Preti: E’ il museo dei
burattini più piccolo del mondo. La collezione
comprende circa un centinaio di burattini con maschere,
diavoli, animali, maghi, streghe, fate e gentildonne,
oltre ad una ricca raccolta di fondali. Il
Museo Civico Guido Mattioli: è una raccolta
di reperti della prima guerra mondiale donata dal concittadino
Guido Mattioli. Il
Palazzo Comunale: nel 1867-68 su progetto di Luigi
Ceschi. Diversi ambienti furono decorati da Gaetano Lodi
ma poche sono le decorazioni superstiti. Qui, nel palazzo
comunale, è collocato l’archivio storico
di notevole importanza per la presenza tra l’altro
delle mappe storiche chiamate Cabrei della famiglia Pepoli.
Il monumento a Marcello
Malpighi: è una scultura in bronzo del Barbèri
del 1897. Decora la piazza centrale del paese che prende
nome dall’insigne scienziato. Villa
Ronchi: situata nell’omonima località,
è composta da un palazzo padronale del XVI sec.
ed un’elegante chiesa settecentesca a pianta ellittica.
Il restauro degli affreschi del palazzo padronale ha confermato
la presenza del diciottenne Agostino Carracci. Oggi Villa
Ronchi, acquisita al patrimonio dell’Amministrazione
Comunale è un centro espositivo e culturale di
grande pregio. Castello
di Palata Pepoli: costruito intorno al 1540 conserva
i caratteri di residenza nobiliare di campagna. Di proprietà
della famiglia Pepoli passò nel corso del 1800
alla principesca famiglia Torlonia che divenne proprietaria
anche di larga parte del territorio della frazione di
Palata Pepoli.
Castello di Galeazza: costruito nel XIV sec. fu
rifatto nella seconda metà del 1800 da Galeazzo
Pepoli. Torrazzuolo:
edificio settecentesco a pianta rettangolare fortificato.
Torre della Guisa:
torre cinquecentesca con due ordini di cornicioni
ed oratorio settecentesco.
Palazzo di Bevilacqua: Costruito dal conte Onofrio Bevilacqua
nella seconda metà del 1500 |
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